82,3 miliardi di euro non pagati per rate scadute o bollette: a tanto ammonta il valore dei crediti affidati nel 2018 alle società di recupero associate ad UNIREC, l’associazione nazionale di categoria in cui converge l’80% delle società di settore e che, nell’assemblea generale del 16 maggio scorso, ha reso pubblici numeri e trend del comparto Recupero Crediti italiano relativi all’anno appena trascorso.
Un dato che evidenzia un netto incremento dei crediti affidati rispetto al monte affidi 2017: circa 11 miliardi di euro in più (+15%).
Circa la metà del monte crediti, corrispondente a 39,5 miliardi di euro, riguarda crediti deteriorati, ossia NPL ed insoluti di lungo ageing.
Piuttosto concentrata la provenienza dei crediti: quasi la metà dell’intero portafoglio pratiche nazionale (47%) è stato generato da Lombardia (14%), Campania (12%), Lazio (11%) e Sicilia (10%). In particolare, secondo i dati elaborati dal Centro Studi di UNIREC, Lombardia e Lazio hanno fatto registrare un aumento del numero di pratiche affidate che ha letteralmente trainato la dinamica complessiva nazionale.
Da segnalare la crescita, in termini di importo, del peso dei crediti deteriorati originati in Emilia Romagna, Veneto e Marche, regioni sede di banche oggetto di salvataggi da parte dello Stato.
I settori maggiormente interessati dagli insoluti sono quello delle Utilities, il comparto finanziario e quello bancario.
Per il comparto Utilities, i clienti attivi ossia le utenze allacciate, costituiscono il 45% in valore del credito affidato e fanno registrare un aumento di circa 14 punti percentuali, in termini di importi, rispetto al 2017. Sul fronte delle utenze cessate, il IX Rapporto Unirec evidenzia soltanto un lieve aumento (+3%) del numero di pratiche generate rispetto all’anno precedente.
Un dato che va interpretato come un chiaro segnale della maggior attenzione dei Players verso il contenimento del rischio commerciale in un mercato sempre più competitivo e regolato da norme severe, prima tra tutte, la riduzione dei tempi di prescrizione dei consumi di elettricità, gas e acqua.
Sul fronte Bancario e Finanziario è opportuno dividere i crediti affidati in due macro-tipologie: Pre-DBT ossia pratiche rispetto alle quali i debitori possono ancora contare sul “beneficio del termine” e quindi proseguire con la rateizzazione dei pagamenti e Post-DBT ovvero posizioni “fuori beneficio del termine” ossia in risoluzione contrattuale con conseguente obbligo, per i contraenti, di restituire il prestito residuo in un’unica soluzione.
Per il Pre-DBT, il rapporto UNIREC segnala un notevole incremento rispetto agli anni precedenti del volume di crediti affidati: + 12% in media, tra crediti bancari e finanziari. Da evidenziare la tendenza degli intermediari finanziari ad affidare al recupero crediti insoluti più freschi rispetto al passato.
La maggior parte degli importi affidati alle società di recupero proviene dal Post-DBT: 52% per i crediti bancari e 58% per i finanziari mentre resta basso, in valore assoluto, il numero di pratiche gestite.
L’aumento del peso percentuale del Pre-DBT rispetto al Post-DBT affidato alle società di recupero va letto, in generale, come una maggior attenzione dei Committenti bancari e finanziari verso la gestione del rischio: affidare gli insoluti a poca distanza dalla scadenza di pagamento equivale a garantirsi maggior possibilità di recupero.




