In ottemperanza al principio della “competenza finanziaria potenziata”, gli Enti Locali sono obbligati a spendere soltanto il denaro che entra materialmente nelle casse comunali. Il processo di armonizzazione contabile dei bilanci ha imposto rigide norme per determinare l’effettiva composizione delle casse comunali ossia la capacità di spesa di un Comune per i servizi alla collettività, dai trasporti all’ordine pubblico, dall’ambiente alla sanità, ai servizi sociali.
La disponibilità di cassa degli Enti è stabilita tenendo conto di tre fattori: la previsione di competenza (gli stanziamenti previsti), i residui attivi e passivi (i crediti non riscossi ed i debiti contratti) e gli investimenti vincolati. Se i residui aumentano, la disponibilità di cassa è minore e i Comuni devono necessariamente operare tagli ai servizi, dovendo garantire in bilancio l’effettiva copertura di ogni voce di spesa inserita.
Ne deriva l’importanza strategica di una corretta policy di recupero dei crediti vantati dalla PA.
In coerenza con quanto sancito dal D.lgs 112/99 (art.21) e dalle normative volte all’armonizzazione dei bilanci, le Pubbliche Amministrazioni possono avvalersi della facoltà di segmentare le varie fasi gestionali delle entrate, in base alla tipologia, prevedendo operatori e modalità di intervento diversi.
Per il recupero delle morosità, come condiviso dall’ANCI, è possibile precedere l’obbligatoria fase coattiva con azioni bonarie di recupero, attraverso attività di contatto diretto e domiciliare con il cittadino moroso per sensibilizzarlo al pagamento del dovuto.
L’immediatezza della gestione stragiudiziale garantisce agli Enti diversi vantaggi, in primis l’accelerazione delle tempistiche d’incasso e maggior efficacia nel recupero di somme difficilmente esigibili in via coattiva.
Inoltre, l’attività stragiudiziale determina un costante aggiornamento del data base crediti dell’Ente con bonifica e conseguente attualizzazione delle informazioni relative sia all’anagrafica dei debitori che allo status dei pagamenti, evidenziando eventuali pagamenti non dovuti e riducendo, di conseguenza, il numero dei ricorsi avversi.
In caso di posizioni debitorie negative all’attività stragiudiziale, le relazioni di inesigibilità prodotte dalla società di recupero costituiranno, per l’Ente, un’utile informativa per gestire sulla base di dati aggiornati una successiva fase di ingiunzione fiscale e riscossione coattiva.
Non trascurabile, poi, il lato economico: l’attività stragiudiziale incide in misura minima sulle casse comunali in quanto il processo di recupero avviene in economia per l’Ente, con la quasi totalità dei costi di gestione a carico dei contribuenti morosi.




