Continua il trend negativo dei tempi di pagamento. La crisi economica da Covid ha contribuito ad allungare ulteriormente i giorni medi di saldo fatture in Italia, già fuori norma nel 2019.
Maggiormente penalizzate le imprese dei settori Servizi alle persone (10 giorni di ritardo medio), Commercio all’ingrosso (6 giorni), Locazione immobiliare (4,5 giorni), Servizi alle imprese (4 giorni) e Ho.Re.Ca. (circa 4 giorni). Per loro si registrano difficoltà stringenti nell’ onorare i pagamenti ai fornitori (fonte: Cribis, studio condotto su dati da dic19 a mag20).
In evidente difficoltà il comparto dei Servizi ricreativi (scuole di ballo e sale da ballo, teatri, sale biliardo, parchi divertimento), composto da aziende rimaste forzatamente chiuse nel lockdown e in qualche caso ancora non operative, che fanno registrare un ritardo di ben 13 giorni.
Il lockdown ha inciso pesantemente anche sui comparti GDO ed HoReCa: ben il 40% delle imprese che lo compongono non riescono a rispettare i termini di pagamento. Male anche i settori Energia & Telco (31,5%), Manifattura (31,2%) e Costruzioni (30,6%).
Analizzando la situazione dal punto di vista della distribuzione geografica, i rallentamenti più evidenti si registrano al Sud e nelle Isole (101 giorni medi di pagamento), soprattutto in Sicilia (35,2%), Campania (33,5%) e Calabria (32,7%). In affano anche Lazio (34,1%) ed Abruzzo (32,1%).
Ai ritardi di pagamento si aggiungono l’incremento dei fallimenti relativi alle PMI e il dimezzamento dei tassi di crescita dei ricavi, rallentati già a partire dallo scorso anno e inaspriti dalla situazione emergenziale internazionale (fonte: Rapporto PMI Confindustria-Cerved).




