Migliorano i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione verso i fornitori.
Il terzo trimestre 2020 fa registrare sia una lieve diminuzione dei pagamenti in grave ritardo ossia oltre i 30 giorni (-0,5% rispetto al 2019) sia un miglioramento, in termini generali, della puntualità di saldo (+2,9%). (Fonte: Cribis, Studio sulle abitudini di pagamento della PA, settembre 2020).
I tempi di pagamento, tuttavia, restano lunghi, soprattutto se il termine di paragone sono le imprese.
Poco meno del 30% della PA, infatti, rispetta le scadenze concordate contro il 32,5% delle imprese. Una forbice ancora più netta se si considerano i ritardi gravi: 18,9% della PA contro il 12,7% delle aziende italiane.
I ritardi più consistenti, soprattutto in termini di ritardo grave, si rilevano al Sud e nelle Isole (31,8%). Segue il Centro Italia (23,1%). Migliore la situazione per le PA del Nord, con ritardi gravi contenuti tra il 9 ed il 12,2%.
Il rispetto da parte della Pubblica Amministrazione dei tempi di liquidazione delle fatture entro i termini stabiliti dalle direttive europee in materia di pagamento dei debiti commerciali non ha soltanto mero valore formale. ‘E un fattore di primaria importanza per il funzionamento dell’economia nazionale.
L’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, ha certamente contribuito a contenere ed a ridurre il numero delle PA in ritardo. Ma non è bastata ad eliminare la problematica.
L’attuale situazione epidemiologica da Covid-19, con il conseguente strascico socio-economico, ha complicato lo scenario dei pagamenti verso la PA che, da marzo scorso in poi, ha registrato una significativa riduzione degli introiti derivanti dal pagamento spontaneo dei crediti tributari ed extra-tributari.
A ciò si è aggiunge il fatto che, spesso, la PA, Enti Locali in primis, non dispone delle risorse umane sufficienti ad avviare processi di gestione in house delle morosità accertate e, per evitare di incorrere nel danno erariale, si limita, suo malgrado, alla sola iscrizione a ruolo dei crediti impagati.
L’attività di recupero crediti stragiudiziale svolta da Società abilitate ed autorizzate con licenza ex art. 115 TULPS costituisce un efficace supporto agli Enti, non sostitutivo dell’obbligatoria fase coattiva, ma propedeutico ad essa.
L’attività consente di recuperare i crediti in via bonaria, attraverso azioni di sollecito e negoziazione per il tramite di collectors telefonici e/o domiciliari, il cui fine è quello di educare il cittadino alla puntualità nei pagamenti, garantire equità e contribuire, in tempi più brevi e con performance maggiori rispetto alla riscossione coattiva, all’ ottimizzazione dei flussi di cassa degli Enti.
Le Credit Companies sono in grado di supportare la PA dalla fase bonaria fino alla riscossione in via diretta tramite ingiunzione fiscale.




